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Collaborazioni, aggregazioni e reti di impresa: il ruolo della fiducia

Data articolo: 7 Maggio, 2014
Data ultima modifica: 9 Dicembre, 2023
reti di impresa e fiducia
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Ho deciso di scrivere qualche post giocando in casa, si perché questo è stato il tema della mia tesi di dottorato “Dalle strategie alle ecologie: un approccio a sostegno delle nuove aggregazioni tra imprese – Mar 13, 2013 Università di Milano” e l’embrione che ha portato prima ai Froggers, la prima rete d’impresa fra freelance in Italia e poi a People Branding (richiamato in questi giorni anche sul blog Personalbranding). Cercherò di farlo attraverso un percorso a più puntate in cui ogni singola puntata sarà dedicata a una tematica vissuta in prima persona. Non è infatti la prima volta che mi chiedono come abbiamo affrontato il processo di creazione delle collaborazioni, definizione dell’aggregazione e costituzione della rete di impresa. Molti freelance e molte imprese nella vita quotidiana affrontano collaborazioni di vario genere. Reti informali di partnership che in genere stentano a diventare qualcosa di più, in quanto:

“La rete è un equilibrio sottile tra i singoli e la struttura”

con tutto quello che ne comporta.

reti di impresa: di cosa non parleremo

Partiamo quindi col dire che non parleremo di reti di impresa nel senso più stretto e comunemente usato del termine, né ci soffermeremo su questioni contrattuali legate ad opportunità finanziarie o fiscali. Parleremo di collaborazioni, aggregazioni e reti di impresa a qualsiasi livello si voglia pensare questo concetto: fra persone, fra partita Iva, fra imprese, fra enti, miste e addirittura virtuali, slegate dal mero contenitore in cui verranno raccolte.

Cercherò di parlarne partendo dall’esperienza vissuta e osservata (la tesi era in action research) di successi e fallimenti di imprenditori, consulenti, ricercatori e accompagnatori di aggregazioni di vario genere. Un passato che ha plasmato il mio stesso modo di essere e di affrontare il mercato e che ho appunto provato a modellizzare nella mia tesi di dottorato e poi in People Branding.

La fiducia: fattore critico di successo determinante

Dedicherò la prima puntata al concetto di fiducia. Un tema spesso affrontato in questo blog sia per l’on-line che per l’off line, in ambito politico e di stimolo alla creatività, perché per me e chi la pensa come me la fiducia è una cosa seria!

Siamo abituati a considerare la fiducia comune elemento della nostra vita quotidiana. La fiducia ha le sue origini nella sociologia e nella psicologia sociale ed è intuitivamente un fenomeno interpersonale. Ma la fiducia ha anche delle connotazioni aziendali ed economiche che si estendono a livello organizzativo. Tant’è che la fiducia è un elemento centrale nell’analisi di sviluppo economico locale (distretti ecc.), nelle reti di imprese ed in genere in tutte le tipologie di aggregazione. Un ingrediente indispensabile per qualsiasi azione collettiva e per la costituzione di un gruppo al punto di essere considerato da molti un fattore critico di successo determinante, anche se certamente non l’unico come vedremo nei prossimi post.

Senza scomodare Williamson, in economia, interi comparti si basano sui concetti di fiducia e opportunismo. Proviamo semplicemente a pensare come vengono definiti i prezzi dei premi assicurativi o dei tassi di interesse bancari, oppure su come viene definito lo spread del quale si sente tanto parlare ultimamente. In estrema sintesi e semplificazione possiamo considerarli come, in parte, il prezzo che si definisce per la mancanza di informazioni e di conseguenza la mancanza di fiducia nei confronti della controparte. Tanto è vero che l’assicurazione oggi ci chiede di installare una scatola nera per poter esaminare i nostri comportamenti alla guida e in funzione del fatto che la installiamo o meno è disposta a farci pagare un prezzo inferiore. Si tratta semplicemente di un modo per pagare le informazioni e diminuire il rischio di comportamenti opportunistici.

il legame forte tra reti di impresa e fiducia

Per comprendere il legame forte tra reti di impresa e fiducia è necessario considerare che essa agisce a due livelli: internamente come aggregatore ed esternamente come attrattore.

A livello interno è infatti necessario ricordare che la fiducia tra due entità (persone e aziende) si basa su tre componenti (Young-Ybarra e Wiersema):

  1. l’affidabilità (l’aspettativa che il partner agirà nel modo migliore per gli interessi dell’alleanza);
  2. la prevedibilità (coerenza delle azioni del partner);
  3. la fede (il credere che il partner non agirà in modo opportunistico neanche in situazioni nuove o impreviste)”.

A livello esterno, è utile considerare che ci sono due fonti principali di fiducia: la reputazione e i valori condivisi. La reputazione si sviluppa nel tempo ed è intimamente legata all’esperienza. I valori condivisi sono frutto di un processo continuo di scambio e comunicazione per agevolare la comprensione delle motivazioni e intenzioni del partner nella relazione.

Reti di impresa, brand e fiducia sono legati a filo doppio

Capiti i due livelli cui opera la fiducia risulta evidente il suo ruolo chiave nelle collaborazioni, aggregazioni e reti di impresa: internamente come aggregatore stante l’essere un mix di affidabilità, prevedibilità e fede; esternamente come brand dal momento che essendo direttamente proporzionale alla presenza di valori condivisi e reputazione fornisce quelli che sono due degli elementi fondanti e distintivi di ogni identità aziendale. Reti di impresa, brand e fiducia sono pertanto legati a filo doppio come imparato anche nell’esperienza passata legata al progetto Interfirm Branding del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Treviso pubblicato nel 2008 nel libro “Veneto al Centro. Identità e valori come brand territoriale”.

La domanda cruciale quindi diventa: come facciamo ad agevolare la creazione di fiducia in nuove collaborazioni, aggregazioni e reti di impresa?

Quanto scritto in questo articolo e attuato in prima persona coi Froggers, si basa su quanto sostenuto da Ring e Van de Ven che vedono lo sviluppo e l’evoluzione delle relazioni e della fiducia come una sequenza di negoziazioni, impegni, e fasi esecutive, cercando di agevolare processi di socializzazione iniziale per diminuire la durata della prima fase; creando una forte identità condivisa basata su valori fondanti che rendessero chiaro l’impegno, la motivazione e gli interessi di tutti e riducendo all’essenziale la fase esecutiva di definizione delle regole e dei contratti.

Ora sai anche tu perché la fiducia è una cosa seria: non basta infatti conoscere il mondo esterno e le teorie, abbiamo bisogno anche di conoscere con chi interagiamo. Detta in altre parole la fiducia in fondo è una forma debole di conoscenza, un sotto-prodotto del processo di creazione della conoscenza.

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