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Perché il cambiamento in azienda fallisce?

Data articolo: 10 Novembre, 2010
Data ultima modifica: 4 Febbraio, 2024
cambiamento in azienda
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Il cambiamento è costante e naturale fuori dalle aziende mentre dentro alle stesse non lo è:perché questa differenza?

Diciamo subito che il cambiamento in azienda è una brutta bestia, tant’è che in tono semi-serio, possiamo affermare che:

  • Se il cambiamento fosse una persona sarebbe bipolare, basti pensare alla diversa velocità con cui cambia l’ambiente di riferimento delle aziende rispetto alle aziende stesse;

  • Il cambiamento all’esterno delle aziende è come l’influenza, ovvero è veloce, contagioso, di ampia portata e continuo;

  • Il cambiamento all’interno delle aziende è come una gravidanza, lunga, da ricercare e volere, non contagiosa, impegnativa, …ma anche bella e che da origine a qualcosa di nuovo!

Il cambiamento in azienda: tra abitudini e pensiero veloce

La base del problema sono le nostre abitudini che ci rendono spesso cechi di fronte ai cambiamenti. A questo si aggiunge il fatto che la natura della maggior parte dei cambiamenti è lenta e costante e che questo tipo di cambiamenti risulta per noi difficile da cogliere. Infine, come sostiene Kahneman,  se è vero che il pensiero umano funziona in base a due sistemi – uno veloce e inconsapevole e l’altro lento, consapevole ma soprattutto pigro – allora è anche vero che il pensiero veloce guida molto più di quanto noi pensiamo le nostre azioni e decisioni. In parole povere, è contro la natura umana reagire in modo positivo ai cambiamenti perché questi ci spingono fuori dalla nostra zona di comfort.

[Le abitudini] danno un’impronta alla nostra vita molto più di quanto possiamo pensare – sono così forti da spingere il nostro cervello ad aggrapparsi a esse a costo di escludere tutto il resto, compreso il buonsenso. (Charles Duhigg)

I processi di cambiamento in azienda hanno, data la natura dell’uomo, molte più probabilità di fallire che non di avere successo. Questo sembrano dirlo anche varie ricerche che affermano che il 70% circa dei cambiamenti fallisce. Il problema della gestione del cambiamento in azienda riguarda quindi non solo gli imprenditori ma anche i consulenti che spesso sono chiamati a stimolare e supportare i processi di cambiamento nelle PMI. L’aspetto che solitamente viene ignorato nell’approcciare un qualsiasi progetto che implichi dei cambiamenti è la parte irrazionale.

L’approccio alla gestione dei processi di cambiamento deve cambiare, migliorando la comprensione dei modi irrazionali, spesso inconsci, con i quali l’uomo interagisce con l’ambiente esterno e sceglie di agire. (McKinsey & Company, 2009)

Il cambiamento in azienda è, quindi, molto più difficile di quanto si pensi. A questo si aggiunge che esso viene affrontato senza alcun processo strutturato (meno del 50% delle aziende adotta una procedura di gestione del cambiamento) e che laddove vengono usati processi strutturati, essi non tengono in considerazione la natura imprevedibile dell’uomo e le sue emozioni.

Il cambiamento in azienda: una storia di insuccessi

Cambiare non è facile, basti pensare che il 75% circa dei processi di cambiamento fallisce. La parte più facile del cambiamento aziendale, sebbene non lo sia in termini assoluti, è quella che prevede di definire nuovi modelli di business, nuovi approcci al mercato e pianificare e progettare le singole fasi. A questa fase dedichiamo solitamente molte energie e attenzioni, tuttavia i problemi emergono nel momento in cui coinvolgiamo le persone e i collaboratori, ovvero quando passiamo all’azione. Questo vale sia in una grande azienda, sia in una PMI. Non importa, quanto urgente, importante, straordinario e efficiente sia il vostro processo di cambiamento: il rischio di insuccesso è enorme.

I metodi di gestione del cambiamento sono moltissimi. Quello famosissimo di Kotter ha avuto molta attenzione. Cosa posso aggiungere? Alcune piccole osservazioni: su persone, ambiente e comunicazione.

Sostenere il Cambiamento: Tre Chiavi Essenziali

  1. Coinvolgere gli Agenti di Cambiamento Interni: Identifica e coinvolgi dipendenti influenti e entusiasti, responsabilizzandoli per trasmettere il cambiamento agli altri.

  2. Rendere il Cambiamento Tangibile nell’Ambiente di Lavoro: Modifica gli spazi fisici aziendali in modo che riflettano e ricordino costantemente il processo di cambiamento in atto.

  3. Migliorare la Comunicazione: Esplora nuovi canali di comunicazione interna, superando le tradizionali riunioni e mail istituzionali, per favorire il cambiamento attuale e quelli futuri.

Cambiamento in azienda? Le persone al centro

No comunicazione no cambiamento-aziendaleLa capacità di una azienda di cambiare il comportamento delle persone che in essa vi lavorano determina la sua capacità di cambiare. (Robertson et al. 1993)

Il cambiamento richiede: la decisione di cambiare, la voglia di cambiare e un minimo di pianificazione ma serve anche coinvolgere le persone nel processo di cambiamento. Solo se il processo di cambiamento è orientato alle persone possiamo evitare emergano situazioni di:

  • Senso di smarrimento e confusione;
  • Sfiducia e personalizzazione;
  • Paura di lasciare andare qualcosa che in passato ha funzionato;
  • Ancoraggio sulle attività e sui valori del passato;
  • Elevate incertezza, bassa stabilità e stress emotivo;
  • Percezione di alti livelli di inconsistenza;
  • Elevata energia ma mal direzionata;
  • Aumento dei conflitti tra reparti e persone.

In sintesi, l’associazione tra cambiamento e azienda può non essere sempre ovvia, ma la loro correlazione è oggi imperativa e ineludibile. In altre parole, le aziende attuali sono chiamate a cambiare, spinte da una crescente urgenza e necessità.

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