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Fare i conti con le idee: il caso Wanderjack

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  • Conta più il business plan o l'idea di business? Possiamo avere idee perfette e modelli di business ideali ma arriva un momento in cui bisogna fare i conti. La questione non è “se farli” ma “quando” e “come”. Il caso della startup Wanderjack.

Oggi vi racconto l’esperienza di Elena Doria, ideatrice e fondatrice di Wanderjack, una startup che per una volta non si occupa di app ma opera in ambito turistico, caso trattato approfonditamente nel libro  “People branding: 10 leggi e 10 casi per imprese in via di innovazione” edito da Franco Angeli.

l'ansia di piegare le idee ai numeri

Veniamo da anni di tomi, libri e considerazioni su un approccio al business incentrato sul business plan e sul budget. Poi arrivano le startup, gli incubatori di imprese e i venture capitalist e l’idea di business riprende il suo posto centrale. Il passaggio di questi anni ci ha portato a ragionare sempre più spesso in termini di modello di business. L’individuazione e la definizione delle fonti dei costi e ricavi e la loro quantificazione, con i suoi “+” e i suoi “-”, mantiene però un’importanza chiave.

La storia di Elena con la mia facilitazione e il Business Model Journey comincia molto prima di Wanderjack. In questo post racconterò solo un piccolo pezzo della storia, quello che ha consentito a questa imprenditrice di affrontare i Venture Capitalist con un Pitch completo di “quantificazioni”. Le sue parole ci fanno un po’ di chiarezza sull’importanza di non partire dai numeri per non inquinare l’idea:

“[…] a un certo punto del percorso, ho sentito che c’era bisogno di quantificare. Inizialmente avevo l’ansia ad affrontare i numeri. Da un lato non mi sentivo vicina a quel mondo e a quel modo di ragionare sull’impresa, dall’altro temevo di dover piegare le idee e le strategie ai conti”.

tradurre in numeri un'idea: la sfida di wanderjack

I numeri hanno anche un brutto difetto. Non solo certe volte ammazzano le idee prima ancora che nascano, e quindi fanno da deterrente all’innovazione, ma “sono anche antipatici”. Sempre Elena Doria di Wanderjack ci racconta di come l’uso del poster e delle carte le abbia permesso di vivere anche questa fase diversamente:

“Per me, che non sono vicina ai numeri e che non avevo mai considerato la sfera di scelte che stanno dietro alla definizione dei costi e dei ricavi, averlo affrontato in questo modo (con il Flow Deck del Business Model Journey ndr) mi ha fatto sentire compresa come imprenditrice. Siamo partiti dalla mia idea di business e dai suoi cardini e non dai numeri. La definizione delle strategie di prezzo e le scelte nella gestione dei costi non sono state un freno o un limite, al contrario mi hanno aiutato a tradurre in numeri un’idea”.

strategie di prezzo e gestione dei costi con la gamification

Ma il vantaggio non è finito qui. L’uso della gamification ha permesso un apprendimento veloce:

“Mi ha aiutato a considerare che non vi era una sola possibilità ma che potevo scegliere non in base a quello che facevano gli altri ma in base al mio modello di business. Prima guardavo ai costi, aggiungevo il mio margine e cercavo di allineare il prezzo dei miei prodotti a quello dei concorrenti per poi fare il business plan assieme al commercialista. Questa volta è stato differente, non c’è più un solo modo di costruire il prezzo nella mia testa. Posso dire che l’aver deciso e compreso fino in fondo le strategie di prezzo e le scelte su come gestire i costi ha posto delle solide basi per ragionare sul futuro”.

imparare a definire le strategie dinamiche

I poster diventano quindi non solo momento di decisione e chiarificazione ma anche momento di apertura e comprensione di nuove possibilità:

“[…] in Wanderjack abbiamo un panorama definito e allo stesso tempo sappiamo gestire i cambiamenti. Abbiamo creato una mappa dei percorsi strategici dinamici che ci accompagneranno per i prossimi tre anni o più. Inoltre, abbiamo imparato dove mettere le mani e cosa modificare in caso di necessità per far sì che le cose funzionino”.

Wanderjack sta muovendo i primi passi: è uscito il sito ed è presente sui social. Sono felice di aver accompagnato e aver dedicato un capitolo del libro ad Elena e al suo team nel delicato passaggio da idea a realtà imprenditoriale.

Copy Credits Marcello Vignola.

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