Skip to content

Fare strategia quotidianamente: il caso Galdi

antonella candiotto galdi business model journey

Oggi vi racconto il caso di un’azienda che produce macchine per riempire e confezionare prodotti lattiero-caseari e succhi di frutta: Galdi.

Antonella Candiotto, General Manager ci racconterà, con alcuni suoi collaboratori, il loro viaggio alla scoperta del modo in cui hanno cambiato il loro business model e di come hanno interiorizzato un metodo per prendere decisioni e defiinire la strategia in modo dinamico.

Partiamo innanzitutto col dire che Galdi non è una azienda metalmeccanica qualunque. Il team, il lavorare insieme, l’organizzazione per processi e responsabilità, la definizione di obiettivi e risultati sono concetti che qui si possono toccare​ con mano. Antonella si definisce come: “…​un dirigente il cui obiettivo è cercare di supportare la crescita delle persone, perché l’azienda cresce solo se cresce umanamente”.

Luisa Binotto, Marketing & Sales Assistant sintetizza in poche semplici parole quello che dall’esterno potrebbe non essere così facile comprendere:

​Siamo un’azienda ​tradizionalmente moderna e reattiva, attenta a costruire rapporti con i clienti e con i partner e a migliorare.”

Non un accenno a macchine, torni e morchie, avete notato?

Andare oltre piani e organizzazioni gerarchiche

Quando parliamo di strategia ci pare talvolta di entrare in un mondo fantastico, spesso lontano da quello della quotidianità. Da un lato c’è il mondo reale che produce e che vende. Dall’altro c’è la strategia che si fa perché si deve fare, perché dà un’idea, perché fa ragionare e via discorrendo. Sembra di osservare due mondi paralleli che non riescono ad incontrarsi.

Antonella racconta:

“Stavamo già ragionando sul business model ma volevamo qualcosa di più veloce e immediato e che allo stesso tempo andasse più in profondità. Avevamo bisogno di portare l’innovazione del modello di business nella cultura aziendale. C’era la necessità di allineare visione e cultura e di modificare l’attitudine di tutta l’azienda e non soltanto di un gruppo ristretto di persone.

Il cambio di modello di business e il cambio di strategia può essere un impegno critico e per nulla semplice. La sfida di Galdi era quella di rendere la strategia uno strumento attivo per supportare il processo decisionale a livello imprenditoriale e aziendale, e non lasciarla un sogno nel cassetto.

Pensare, agire e reagire in modo ottimale

La strategia di per se non può essere perfetta perchè non lo è il contesto in cui opera. Esso è reale, mutevole e imprevedibile. Perchè sia verosimile deve smettere di essere un punto di partenza e diventare una modalità con cui agire, decidere e pensare. Non poò più essere un tomo di fogli, qualcosa che riguarda solo l’imprenditore, qualcosa da delegare al super consulente e di cui, tutto sommato, puoi fare a meno. Deve diventare un processo dinamico di try & learn che, partendo dalle ipotesi, attivi delle azioni e dei successivi momenti di verifica delle ipotesi e dei percorsi decisionali.

Durante il percorso di facilitazione fatto con me e l’applicazione del Business Model Journey abbiamo usato diversi Deck, ma in questo post ci soffermeremo sul Value Deck.

Il Value Deck ha messo attorno a un poster persone provenienti da differenti reparti. Le ha armate di penne e post-it e le ha guidate a fare delle scelte. Tipologia di cliente dopo tipologia di cliente, si è definita la proposta di valore unica partendo dall’analisi dei bisogni e dalla definizione dell’offerta. Il tutto tenendo in considerazione la coerenza con il brand aziendale, le risorse economiche e il mercato. Si è sviluppato un percorso che ha portato le persone a imparare un ragionamento che è diventato proprio dell’intero team.

da sensazioni ad azioni strategiche: la sfida di galdi

Antonella, al termine del percorso, racconta cos’è cambiato:

“Per noi oggi fare innovazione significa trovare e adottare un modo diverso di relazionarci con i clienti per portare a noi e a loro maggiore soddisfazione. Sento che siamo passati dal pensare a come vendere macchine al pensare a come aiutare i clienti a raggiungere i loro obiettivi. Mi pare di aver trovato un business model più autentico e meno autoreferenziale.

E poi aggiunge, cogliendo meglio di chiunque altro il senso del percorso fatto:

“ha aiutato a fare emergere ciò che c’era, ma soprattutto ci ha permesso di trovare un riscontro oggettivo a delle sensazioni che avevamo. Ci ha tolto la nebbia dagli occhi e ci ha dato consapevolezza. Rispetto al passato, oggi le idee sembrano emergere spontaneamente e ognuno di noi è in grado di valutare se sono coerenti con la tipologia del cliente.”

Cristian Ballestrin, Product Manager, ce lo conferma:

​prima quello che facevamo era migliorare il prodotto; ora sento che innoviamo in termini di prodotto, soluzioni e consulenza.”

consapevolezza e verifica delle ipotesi

Cristian racconta come l’incontro con il cliente nella quotidianità diventi un momento di verifica delle ipotesi e attivazione di una serie predefinita di possibilità.

Il cambiamento c’è stato davvero, come ci conferma Luisa:

siamo diventati interattivi, allineati e focalizzati sulla strategia. Il percorso ci ha aiutati a parlare tutti la stessa lingua. È stato importante farlo insieme perché ognuno di noi vede e interagisce con il cliente in modo diverso a seconda del proprio ruolo e del profilo di quest’ultimo.”

Nella sua semplicità e chiarezza Luisa conclude con: “​eviteremo di fare cose a caso, ora sappiamo come scegliere e cosa fare”.
Insomma, una bella rivoluzione!

Per chi volesse approfondire il caso e l’applicazione del deck, può leggere il capitolo dedicato a Galdi del libro “People branding: 10 leggi e 10 casi per imprese in via di innovazione” edito da Franco Angeli.

Copy Credits Marcello Vignola.

EVENTI POPOLARI

Presentazione Libro People Branding novembre 2017 ImpactHub Roma

10 leggi e 10 casi, un libro e un workshop a Roma

Un libro con le sue 10 storie di aziende e 10 leggi. Una testimonianza di tre aziende in via di innovazione. Al centro un workshop Business Model Journey sulla customer experience

CASI POPOLARI

almot sg elettronica dalla strategia alle azioni

Dalla strategia alle azioni: il caso Almot

Il passaggio da terzista ad azienda con marchio proprio: due parole sul percorso realizzato da Almot SG Elettronica. Un caso tra strategia, obiettivi e organizzazione delle risorse.

ARTICOLI POPOLARI

fonzie il carpe diem e la strategia di breve periodo

Strategia di breve periodo: anche il progresso ha una fine

Persone, aziende, l’intero paese ha adottato una strategia di breve periodo. Il costante lieto fine ci ha illuso che il progresso non finisse mai.

NEWS POPOLARI

libro people branding

La parola alle esperienze: il libro People Branding

Il libro People Branding è finalmente arrivato. Le esperienze di 10 aziende in via di innovazione alla scoperta di un nuovo approccio e di un nuovo modo di fare impresa. In tutte le librerie, sul sito di Franco Angeli, in cartaceo o come e-book, su Amazon, IBS... insomma, è arrivato!

Strategie di Prezzo

flow deck Business Model Journey
1. Qual è la qualità percepita del tuo prodotto, servizio, brand da parte del tuo cliente?
2. Quanto sensibili sono i tuoi clienti alle variazioni di prezzo?
3. Come si muove (oggi) il tuo mercato?
4. Che ruolo hai nel (tuo) mercato?
5. Il tuo prodotto o servizio in quale fase del ciclo di vita è?

Attenzione, è un questionario che serve per ragionare: usalo responsabilmente!