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Forme di organizzazione aperte, oltre l’azienda.

Data articolo: 9 Marzo, 2016
Data ultima modifica: 13 Dicembre, 2023
Organizzare imprese aperte
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L’evoluzione ci sta portando verso strutture economiche che non sono un più singolo e non sono più nemmeno azienda: sono forme organizzative intermedie. Le piccole e micro aziende con le quali ci confrontiamo tutti i giorni hanno confini sempre più labili. Questo processo di apertura delle aziende verso forme di collaborazione e cooperazione che trascendono la relazione standard cliente-fornitore ci pone dei problemi e delle domande. A mio modo di vedere emerge chiaramente il problema di come organizzare queste nuove strutture economiche.

forme di organizzazione: Cosa sta succedendo?

I muri delimitano uno spazio fisico mentre le relazioni tra e con imprenditori, collaboratori, dipendenti e consulenti, unitamente alla fluidità della conoscenza, conducono o stanno conducendo a forme ibride di impresa. Talvolta queste forme vengono istituzionalizzate con i contratti di rete, altre volte rimangono informali. Forse è sempre successo. Probabilmente succederà ancora. Ma, quello che oggi è cambiato profondamente è il ruolo della conoscenza e la capacità di gestirla. Laddove, fino a qualche tempo fa, ci serviva la prossimità fisica, oggi grazie alla tecnologia possiamo parlare di prossimità relazionale. Una tecnologia che non solo ci supporta nella gestione, ma amplifica a dismisura anche l’accesso alla conoscenza.

Gli imprenditori, i freelance, chi sente che qualcosa deve cambiare si è guardato intorno e sta cercando risposte.

La risposta in questo terreno può essere solo raramente la crescita interna. La risposta è e probabilmente sarà quella della crescita esterna. Una situazione, tuttavia, diversa da quella dei distretti perché tende a essere basata su relazioni uno a uno, su visioni comuni, su obiettivi strategici e su letture del mondo condivise. Un contesto, in cui la mera divisione di costi e risorse, e la ricerca di efficienza sono solo conseguenze di questi processi di crescita esterna. Non sono il fine. Non stiamo più parlando di divisione del lavoro ma di innovazione.

Imprese aperte e forme ibride di impresa

Vediamo la nascita di strutture mediane, con confini labili e mutabili, orientate allo condivisione di conoscenza e alla co-creazione di innovazione.

aziende aperte in un territorio di "paroni" ed eroi

Parlare di rete, aziende aperte, collaborazioni e partnership in un territorio di paroni, eroi e confini non è facile. Le nostre micro e piccole aziende, anche le belle aziende, hanno una struttura verticale. Come si sposa questo con il nuovo modello?

L’elemento cardine di queste strutture è la fiducia che ne permette funzionamento e coordinamento spesso in modo non efficiente e lento. Il vantaggio è dato dalle esternalità, ovvero dalla condivisione e ricombinazione delle conoscenze. L’equilibrio è tuttavia un gioco con costi elevatissimi e la convenienza viene meno non appena le esternalità diminuiscono in intensità o allungano il loro orizzonte temporale. Urge quindi trovare un metodo per gestire i processi materiali e immateriali di queste nuove strutture senza stravolgere la realtà delle singole aziende.

Forme di organizzazione aperte: dove siamo?

Organizzazioni e PMI che evolvono

La strada da percorrere è avvincente anche perché il cambiamento non può avvenire sulla gerarchia ma deve necessariamente agire sull’organizzazione e sui processi.
Questa è la sfida. Una sfida che coinvolge le persone prima ancora che le aziende perché per cogliere l’apertura fino in fondo, in termini innovativi, dobbiamo integrare i processi e le visioni. 

Il traguardo? #peoplebranding.

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