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Gioco serio: semplice ossimoro o strumento utile?

Gioco Serio Lego Serious Play

Continuano gli Spritz-up, gli appuntamenti di contaminazione con i colleghi (e non solo), all’insegna della leggerezza, delle relazioni, dello scambio di idee e della tradizione veneta. Oggi ho preso uno spritz con Adriano La Vopa con il quale collaboro spesso e condivido la passione per il “gioco serio” applicato al mondo aziendale. Vi lascio alle sue parole:

il gioco serio è la vera essenza del business

Sono molti gli innovatori che oggi sono convinti che il gioco serio sia importante nell’affrontare i problemi tipici di un business. Michael Schrage nel suo libro afferma che il gioco serio è la vera essenza del business. Sebbene i più potrebbero pensare “se è un gioco non può essere serio”, in realtà la commistione tra gioco e serietà, nell’affrontare delle tematiche importanti, non è affatto banale e tantomeno banalizzabile.

I serious game – letteralmente “giochi seri” – sono simulazioni virtuali interattive dotate di un obiettivo ben strutturato in cui gli aspetti seri e quelli ludici si trovano in equilibrio. Hanno lo scopo fondamentale di sviluppare abilità e competenze da applicare nel mondo reale attraverso l’esercizio in un ambiente simulato e protetto. Grazie all’interattività e quindi al ruolo attivo del fruitore, consentono una migliore interiorizzazione delle situazioni e delle sensazioni sperimentate.

L'importanza del learning by doing e della simulazione

Anche se “non siamo più bambini” il gioco racchiude una componente essenziale dell’apprendimento, anche in un ambiente molto serioso come quello di lavoro. Estendendo un attimo il concetto, pensate ai workshop in cui spesso, per capire e imparare bene cosa state facendo, il facilitatore vi fa fare delle attività pratiche come per esempio scrivere e attaccare i famosissimi post-it su dei canvas, o sul muro. L’apprendimento esperienziale parte dal presupposto che il learning by doing favorisca modifiche comportamentali più profonde e durature.

Inoltre, le simulazioni presenti nei giochi seri o nella gamification sono innanzitutto un contesto sicuro, dove le persone possono sperimentare, apprendere ed imparare anche sbagliando (fail to learn) senza preoccuparsi del “costo” dell’errore (che la realtà, invece, spesso comporta). Proprio per questa ragione, un’esperienza simulativa non richiede una fase di apprendimento per essere utilizzata, perché si basa su una dinamica interattiva che incentiva l’utente (tramite competizione e rewarding) a “mettersi in gioco”.

4 componenti del gioco serio per il decision making

Allora perché non pensare di giocare con un focus chiaro per rispondere ad un challenge, o a risolvere un problema? Nel gioco serio, il gioco è soltanto lo strumento, il veicolo, per apprendere velocemente ed in maniera assolutamente efficace, e per lavorare sulla parte seria, ovvero quella del metodo, e della struttura che si utilizza per affrontare il problema. Nel gioco serio non c’è nulla di “leggero” o “spensierato”, neanche quando si usano i famosi mattoncini LEGO® (strumenti chiave nel metodo LEGO® SERIOUS PLAY®).

Proviamo ad elencare alcune componenti del gioco serio e come esse funzionino nelle attività di problem solving e decision making:

1. metodo

Spesso quando si cerca di risolvere un problema, non si utilizza un metodo, o non si ha un processo che descriva chiaramente cosa fare. Con il gioco serio ci si affida a una serie di metodi, che sfruttando un processo strutturato, usa il gioco per sfidare i limiti, pensare lateralmente, e far emergere in maniera più creativa (e divertente) idee e concetti, che poi ognuno di noi esprimerà per mezzo di modelli, disegni, post-it o qualsiasi altra “forma comunicativa” si scelga.

2. Flow

Riunioni e workshop sono spesso noiosi, o inutili, e questo ha un impatto certamente negativo sulle attività di problem solving, creando colli di bottiglia e rallentamenti. Perciò è molto importante che le persone siano focalizzate, coinvolte e presenti anche mentalmente (non solo fisicamente). Infatti, creare il flow significa che i partecipanti sono talmente coinvolti, da impegnarsi con la mente, con il cuore e anche con le mani, in alcuni casi.

3. Dinamica

Le dinamiche di workshop e riunioni, dove non ci sia un chairman o un facilitatore competente, sono tipicamente il criticismo, la soggezione del capo, il confronto con i colleghi, e via dicendo. Il gioco abbatte queste barriere, perché i partecipanti sono impegnati a divertirsi e a giocare, e si dimenticano di criticare quello che fa il collega, e addirittura che c’è il capo nella stessa stanza.

4. Incertezza

L’incertezza è quella componente che spesso inibisce il processo di problem solving, perché non sapendo come potrebbero andare le cose, qualcuno potrebbe optare per la soluzione più facile, che è sempre quella dell’inerzia: “tanto le cose andranno come devono andare”. In questo caso il gioco aiuta ad abbattere anche questa barriera, e permette un approccio meno “apprensivo” al problema, cercando di individuare anche soluzioni particolarmente sfidanti.

In conclusione, quindi, il gioco serio non significa giocare e farsi due risate in compagnia dei colleghi. Anzi, vuol dire affrontare una tematica molto seria come: pensare ad una nuova strategia, entrare in un nuovo mercato, realizzare un nuovo prodotto/servizio, ideare un nuovo modello di business; utilizzando il gioco come strumento per incrementare notevolmente l’impatto della soluzione ed essere più efficienti.

Grazie Adriano! E’ stata una bella chiacchierata su temi che entrambi amiamo.

Per rispondere alla domanda del titolo, il gioco serio di certo non è un ossimoro! Buon divertimento.

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