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La Fiducia è Il Capitale Invisibile delle Relazioni, anche Online

Data articolo: 7 Agosto, 2013
Data ultima modifica: 6 Dicembre, 2023
fiducia
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Fiducia e credibilità sono le basi con cui si misurano i rapporti. Questo è vero sia per i rapporti personali che per i collegamenti tra le persone e i brand.

Nel mondo interconnesso di oggi, la fiducia emerge come il capitale invisibile che permea le relazioni, siano esse personali o digitali. I social media, con le loro reti intricatamente intrecciate, si ergono come le pietre miliari della nostra era digitale, evidenziando l’importanza della fiducia e della trasparenza. In questo articolo, esploreremo il ruolo critico di questo concetto, approfondendo la sua dinamica, esaminando come influenzi il nostro modo di connetterci e interagire anche online.

Ma facciamo un passo indietro

Chi di noi ha superato gli anta si ricorderà questo famoso slogan – allora si chiamavano così – di una nota azienda del settore caseario, così come “Galbani vuol dire fiducia”.

La fiducia era davvero una questione seria poiché l’azienda registrò notevoli successi in termini di vendite a seguito di tali campagne, che avevano centrato un valore considerato cruciale per gli italiani di allora.

E oggi, in un’epoca di grandi cambiamenti e turbolenze, come siamo messi in fatto di fiducia?

Chi non conosce un’azienda, agenzia o studio il cui nome contenga il termine Fides oppure il cui prefisso inizi per Fide… A quanto pare ancora oggi prendiamo maledettamente sul serio la questione o perlomeno cerchiamo di darlo a vedere. A livello istituzionale poi sembra un termine assolutamente diffuso: voto di fiducia, ecc…

Ma che cos’è la fiducia e quanto conta?

Cos’è e quanto conta nei nostri rapporti privati e pubblici? Quanta ne esigiamo, quanta ne concediamo e quanta ne abbiamo in noi stessi, nel nostro operato, nel nostro futuro…

A quanto pare è davvero una faccenda seria, ma cerchiamo di andare per ordine. Un argomento tanto vasto che potremo solo sfiorare con spunti di riflessione e suggerimenti per approfondimenti.

Il termine deriva dal verbo fidĕre «fidare, confidare» (Treccani).

“Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità”.

La fiducia in sé viene da lontano e si costruisce nella nostra infanzia, grazie ad un clima familiare pieno di ottimismo e di affetto. Ci affacciamo a questo mondo dotati di un potenziale straordinario, costruendoci poco per volta quella prima fiducia che impareremo ad avere in noi stessi e nelle nostre risorse, consolidando quel sentimento di sicurezza e tranquillità cui si riferiva la Treccani.

Essere fiduciosi quindi non significa essere incoscienti ma consapevoli – ecco un altro termine su cui potremmo spendere un’infinità di parole – che possediamo delle carte da giocarci se non ci chiudiamo troppo dentro le emozioni ed esperienze negative che inevitabilmente troveremo lungo il nostro cammino. Nel libro La costruzione della felicitàMartin Seligman, famoso psicologo americano cita varie ricerche secondo cui le persone che provano emozioni positive hanno relazioni interpersonali e risultati professionali migliori della media.

Per potersi poi fidare, bisogna aver costituito una base solida in termini di fiducia in sé, nella propria capacità di “stare in piedi” da soli, ma al contempo aver compreso il valore e la necessità di un’interazione con l’altro, affidandosi e credendo nella propria capacità di valutare chi ci sta di fronte, pur non avendo certezze sul risultato.

I danni causati dalla mancanza di fiducia

Per capire l’importanza delle interazioni e dell’avere fiducia negli altri, è quasi più semplice parlare dei danni causati dalla sua mancanza. Come ha spiegato bene Giorgio Nicastro:

“a seguito dell’attentato alle twin towers nel 2011, la mancanza di fiducia instaurò dei meccanismi tali di controllo da paralizzare gli aeroporti, facendo crollare il numero dei voli con un danno tremendo per l’economia.”

Lo stesso si può dire di un’azienda dove l’imprenditore o manager non abbia costruito innanzitutto una propria credibilità attraverso l’esempio, dimostrandosi degno di fiducia, per poi delegare i propri collaboratori spingendo le persone, per dirla con Nicastro, a guadagnare e mantenere la propria. Lavorare con persone di cui ci si può fidare richiede molto meno energie da poter spendere nel proprio quotidiano che non applicare una politica di controllo negando la fiducia. 

Michela Marzano, filosofa e politica italiana, lo spiega nel suo bel libro Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri. Partendo dal pensiero filosofico di Rousseau passa ad Adam Smith che vedeva nell’amore di sé la chiave dello sviluppo economico: concedendosi fiducia, l’essere umano può ricominciare a prestare interesse all’altro e scoprire i vantaggi della cooperazione.

Nell’ambito lavorativo viene poi da chiedersi cos’è la fiducia per un imprenditore di oggi preso com’è dalle difficoltà quotidiane di far quadrare i conti, di portare a casa lavoro per sé ed i propri dipendenti, di gestire rapporti che possono essere generatori di conflitto come quello con i fornitori? Cos’è per il dipendente che ha perso il posto di lavoro di una vita e per il giovane che si affaccia da poco tempo sul mondo del lavoro? E soprattutto che significato ha in un contesto in cui il digitale ha un’importanza cruciale sulle nostre vite?

La Fiducia nell’era dei Social Media: Fondamenta e Distorsioni

I social media, tra cui giganti come Facebook e LinkedIn, sono oggi diventati il palcoscenico principale dove si svolgono le nostre interazioni digitali. Essi sono costruiti sulla fiducia e sulla trasparenza, ma questa stessa crescita ha distorto il concetto, spingendo verso un’enfasi eccessiva sulla dimensione delle reti personali e sul numero di connessioni.

Per comprendere appieno questa dinamica, possiamo riflettere sulle parole di Rachel Botsman:

“La fiducia inizia con la verità e finisce con la verità”.

La trasparenza è dunque il fondamento su cui si erige la fiducia online, e questo concetto deve guidare le nostre interazioni digitali.

Il Paradigma del Passaparola: Qualità oltre Quantità

Le decisioni che prendiamo online, così come offline, sono spesso influenzate dal passaparola all’interno di cerchie ristrette di amici intimi e parenti. In questo contesto, le parole di David Amerland risuonano con forza:

“L’online e l’offline non sono separati. Sono un continuum. Ciò che facciamo in uno, influenza l’altro.”

Ciò significa che la fiducia online non è isolata, ma interagisce costantemente con il mondo offline.

La citazione di Verna,

“Il livello di influenza su propri amici, seguaci o fan è la vera chiave, e l’influenza non è necessariamente correlata alla dimensione della rete,”

sottolinea ulteriormente l’importanza di concentrarsi sulla qualità delle connessioni piuttosto che sulla loro quantità. La fiducia non si misura in numeri, ma nella forza e nella profondità delle relazioni.

La Costruzione della Fiducia Attraverso la Qualità delle Interazioni

In un panorama digitale saturo, la fiducia non può essere ottenuta superficialmente. È necessario concentrarsi sul dialogo aperto, sulla qualità delle osservazioni e sulla reattività delle risposte. Come afferma Simon Sinek,

“La fiducia muove il mondo, non la perfezione.”

Essere autentici e reattivi è ciò che costruisce la fiducia, creando una base solida per le connessioni digitali.

L’interazione costante tra il passaparola online e offline crea un circolo vizioso intrigante. Le relazioni digitali influenzano direttamente quelle offline e viceversa. Comprendere questa connessione è fondamentale per sviluppare strategie di fiducia online efficaci, poiché le due dimensioni si intrecciano in un delicato equilibrio.

In conclusione, anche online la fiducia è il filo invisibile che tiene insieme il tessuto delle relazioni. La sua importanza è innegabile, eppure, in un mondo che spesso si perde nella superficialità delle connessioni, è essenziale riconoscere che la fiducia è un processo continuo e costruito nel tempo. Attraverso la verità, la trasparenza e la qualità delle interazioni, possiamo navigare con successo nell’oceano digitale, costruendo ponti di fiducia che resistono alle tempeste del cambiamento. Come afferma Brene Brown, “La fiducia è un accumulo di piccole azioni.” E in un mondo digitalmente interconnesso, queste azioni diventano la linfa vitale delle relazioni online durature.

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