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L’evoluzione della strategia: il design thinking è morto?

Data articolo: 6 Settembre, 2023
Data ultima modifica: 1 Febbraio, 2024
design thinking
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Sì, avete letto correttamente, quando leggi un articolo come questo: “Il gigante del design IDEO taglia un terzo del personale e chiude gli uffici mentre l’era del design thinking giunge al termine. La rinomata società di consulenza nel design ha ridotto il personale durante tutto il 2023 mentre si orienta verso un futuro in cui i suoi servizi tradizionali sono meno richiesti.” Sul fatto che il “design thinking sia morto” qualche domanda inizi a fartela.

Partendo dal fatto che IDEO, nonostante il suo ruolo, non è sinonimo di design o design thinking Tuttavia, nel nostro mondo in continua evoluzione di creatività e risoluzione dei problemi il concetto una volta venerato del design thinking sta affrontando una trasformazione significativa. Sto sempre più notando un distacco crescente dal tradizionale design thinking in favore di una strategia più orientata al futuro: il Futures Thinking.

In questo articolo, esploreremo le ragioni dietro la dichiarazione che “Il Design Thinking è Morto” e approfondiremo la crescente importanza del Futures Thinking nel mondo che cambia rapidamente di oggi.

Il paesaggio in evoluzione

La rapidità con cui il mondo evolve presenta una panoramica inedita di sfide che richiedono non solo una risposta, ma strategie innovative e adattive. Questo dinamismo impone una revisione critica delle metodologie tradizionali, incluso il design thinking, le quali stanno sperimentando difficoltà nell’adattarsi all’accelerazione del cambiamento.

Il concetto di un ambiente in evoluzione emerge chiaramente nei consigli di amministrazione delle aziende globali, dove la pressione per affrontare l’incertezza è cresciuta rapidamente. Questo si riflette nell’incremento delle riunioni, indicando la necessità di sviluppare approcci più dinamici e orientati al futuro per gestire le sfide impreviste. I consigli di amministrazione sono al centro di questa trasformazione, evidenziando un approccio proattivo alla gestione del cambiamento, con un’enfasi crescente sulla comunicazione e la risoluzione delle sfide inaspettate, riconoscendo che le strategie tradizionali potrebbero non essere più sufficienti.

In questo scenario, le metodologie tradizionali, tra cui il design thinking, sebbene sia una metodologia di risoluzione dei problemi acclamata, si trova ora sotto una lente critica. L’accelerazione del cambiamento richiede un passo più veloce, una visione più avanzata e un approccio più dinamico, tutti elementi che tradizionalmente potrebbero non essere le caratteristiche distintive del design thinking.

Il paradosso del design thinking

Sebbene il design thinking abbia svolto e svolga un ruolo fondamentale nella risoluzione creativa dei problemi e per questo scopo rimane e rimarrà un ottimo strumento che dobbiamo avere nella nostra toolbox strategica, recentemente mi sono imbattuto in un articolo critico che solleva dubbi sulla sua efficacia nell’implementazione pratica. L’argomento centrale è che gli esperti di design thinking spesso mancano di esperienza nel settore e che le idee creative generate potrebbero non sempre essere fattibili nell’ambito aziendale.

Mentre queste critiche non sono prive di fondamento, è cruciale comprendere che spesso trascurano la portata più ampia e il valore intrinseco del design thinking. Questo approccio rappresenta un processo di risoluzione dei problemi che coinvolge l’empatia per gli utenti, la definizione dei problemi, l’ideazione di soluzioni, la creazione di prototipi e il testing.

Si può sottolineare che l’implementazione non rappresenta la responsabilità primaria di un esperto di design thinking. Il loro ruolo è quello di facilitare un processo che permetta agli stakeholder di collaborare e generare idee innovative per risolvere i problemi. È un percorso che coinvolge l’intero team, attingendo alla loro creatività e competenza collettiva. Nell’ambito organizzativo, è essenziale avere un piano per gestire gli esiti di un workshop.

L’implementazione, dunque, non può essere totalmente attribuita agli esperti di design thinking. È piuttosto una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera squadra e richiede una pianificazione attenta per garantire che le idee generare vengano tradotte in azioni concrete. Il design thinking è un approccio inestimabile alla risoluzione dei problemi, contribuendo a generare idee che non solo affrontano i problemi, ma sono anche attuabili.

L'evoluzione del ruolo del facilitatore

In un contesto dinamico sempre mutevole anche il ruolo del facilitatore si sta profondamente trasformando. La figura tradizionale che guidava riunioni di un’ora sta sperimentando un processo di cambiamento. Ciò è reso possibile grazie alle preparazioni avanzate e all’adozione di tecnologie da parte dei team, che stanno gradualmente acquisendo una maggiore autonomia.

Il facilitatore contemporaneo non è più confinato al mero atto di facilitare, ma assume un ruolo più ampio, caratterizzato da proiezione e influenza. Il facilitatore deve essere non solo interessante ma anche portatore di un messaggio accattivante. Deve trasformarsi in un pensatore autorevole, un influencer e un intrattenitore per mantenere un impatto significativo.

L’evoluzione del ruolo del facilitatore non è solo una risposta alle mutevoli esigenze del momento, ma anche un riflesso della necessità di adattarsi a un mondo in rapido cambiamento. Questo processo di adattamento implica l’adozione di nuove prospettive e approcci innovativi, confermando che il facilitatore moderno è molto più di un semplice coordinatore di incontri, ma piuttosto un attivatore di cambiamento e progresso nell’ambito delle dinamiche di gruppo.

Abbracciare il futures thinking

Il design thinking, pur utile nella risoluzione di problemi, abbiamo visto che in qualche modo mostra dei limiti evidenti per la prospettiva futura aziendale. Mentre si comprende l’imperativo di un cambio di paradigma, entra in scena il Futures Thinking, un approccio strategico che riflette l’essenza del design thinking ma si estende oltre le sfide immediate. Il Futures Thinking incoraggia le organizzazioni ad adottare una posizione proattiva, rivalutando e aggiustando costantemente le loro strategie in previsione degli sviluppi futuri. Questo approccio si allinea alla necessità di una strategia agile in grado di navigare le incertezze del nostro mondo in evoluzione.

I Principi del Futures Thinking:

  1. Prospettiva a Lungo Termine: Il Futures Thinking esige una deviazione dal breve termine, incoraggiando le organizzazioni a concentrarsi su obiettivi a lungo termine e scenari potenziali.
  2. Pianificazione Adattiva: A differenza della natura lineare delle strategie tradizionali, il Futures Thinking promuove una pianificazione adattiva, consentendo alle organizzazioni di muoversi rapidamente in risposta alle tendenze emergenti e alle sfide.
  3. Collaborazione Interdisciplinare: Simile al design thinking, il Futures Thinking incoraggia la collaborazione tra diverse discipline, favorendo una comprensione olistica delle questioni complesse.
  4. Apprendimento Continuo: Abbracciando una mentalità di crescita, le organizzazioni che praticano il Futures Thinking danno priorità all’apprendimento continuo, rimanendo sintonizzate sugli sviluppi tecnologici e sugli spostamenti della società.

In conclusione, mentre il design thinking ha svolto un ruolo importante che continuerà a svolgere nella cassetta degli attrezzi della risoluzione creativa dei problemi, la sua rilevanza sta diminuendo di fronte ai cambiamenti globali senza precedenti. La dichiarazione che “Il Design Thinking è Morto” non è un rifiuto, ma un riconoscimento delle esigenze in evoluzione del nostro mondo complesso. Permettetemi di chiarire che non è un elogio funebre, bensì un riconoscimento della necessità di una prospettiva che deve necessariamente rinnovarsi.

Il Futures Thinking emerge come il portabandiera dell’innovazione strategica, guidando le organizzazioni verso un approccio orientato al futuro che abbraccia l’incertezza e si adatta al paesaggio in continua evoluzione degli affari e della creatività. Diamo il benvenuto all’era del Futures Thinking con menti aperte e l’impegno ad affrontare le sfide di domani.

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