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Product placement e videogames: una nuova area di investimento per i brand?

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Continuano gli Spritz-up, gli appuntamenti di contaminazione con i colleghi (e non solo), all’insegna della leggerezza, delle relazioni, dello scambio di idee e della tradizione veneta tra alcol e cicchetti. Oggi ho brindato (anche in qualità di relatore per l’ottimo risultato ottenuto – 110) con Beatrice Scarpa che mi ha raccontato le evoluzioni dopo la sua tesi sul product placement nei videogames e con la quale abbiamo discusso dei trend di questo fenomeno e delle sue possibili evoluzioni. Vi lascio al suo racconto:

Il product placement

Capita sempre più di vedere, sentire o anche leggere il nome di rinomati brand mentre si sta trascorrendo un momento di relax guardando un film, una serie TV, leggendo un libro o giocando ad un videogame. L’inserimento di prodotti o brand, solitamente per rendere una situazione più verosimile possibile, all’interno di un media di intrattenimento viene comunemente detto product placement.

Il principale obiettivo di questa tattica di marketing è quello di influenzare le scelte future del consumatore. Non si tratta, tuttavia, di un nuovo fenomeno; il primo inserimento di prodotti ai fini commerciali risale infatti alla fine del 19esimo secolo, quando la società che oggi conosciamo come Unilever ha inserito il suo famoso sapone all’interno dei film dei rinomati fratelli Lumière.

Una domanda sorge spontanea: perché i brand scelgono di utilizzare questo tipo di strategia? Il vantaggio principale è legato al fatto che non si possono saltare: con l’utilizzo del product placement i brand e i prodotti sono direttamente inseriti all’interno della trama, sfuggendo in questo modo al fenomeno dello zapping per esempio. Si aggiunge a ciò il fatto che questa strategia viene principalmente impiegata in media che solitamente vengono utilizzati per svariate ore, come appunto le serie TV, fattore che implica quindi una lunga esposizione a brand e prodotti che a sua volta aumenta la sua possibile persuasività sulle scelte del consumatore.

il product placement nei videogames

Specialmente a partire dall’inizio della pandemia, uno strumento di intrattenimento è emerso più di altri e ha tenuto incollati i consumatori per ore e ore ad uno schermo, alla ricerca della socialità che in quei momenti non era possibile avere di persona: i videogames.

Questi ultimi non sono esclusi dal fenomeno del product placement, anzi, i brand si stanno approcciando sempre più a questo mondo, facendo di questa specifica area un mercato ancora poco sfruttato ma con delle enormi possibilità di crescita.

L’utilizzo del product placement nei videogames offre ai brand delle possibilità che ad oggi sono sempre meno disponibili nei media tradizionali:

  • La possibilità di raggiungere una nicchia con interessi molto specifici, che allo stesso tempo è anche molto ampia in quanto la maggior parte dei videogames può essere da ogni parte del mondo, su una console e sempre più su specifiche piattaforme online.
  • I videogames hanno una natura interattiva e coinvolgente che non è possibile trovare in altri media.
  • Il fatto che i giocatori arrivino a giocare fino a 16 ore a settimana amplifica enormemente il tempo di esposizione a prodotti e brand, con un conseguente aumento della possibilità di essere ricordati al momento dell’acquisto.

esempi di product placement nei videogames

Un esempio pratico che fornisce un’idea chiara della persuasività del product placement all’interno dei videogames è senza ombra di dubbio Fortnite. All’interno di questo gioco, che rientra nella categoria battle royale (ossia decine o anche centinaia di giocatori si ritrovano online per giocare insieme partendo con un equipaggiamento minimo o nullo, che poi viene collezionato durante la partita alla fine della quale vince il giocatore o il team che sopravvive), è possibile trovare – nelle varie stagioni – più di un centinaio di brand che spaziano dall’abbigliamento come Jordan, all’intrattenimento come Marvel e Stranger Things, a veri e propri concerti live durante come quelli di Travis Scott e Dj Marshmello.

I giocatori possono acquistare all’interno del gioco delle skin ed altri strumenti brandizzati per il proprio personaggio, rendendolo così unico e diverso da tutti gli altri giocatori. In questo contesto i giocatori sono ormai abituati a vedere il proprio personaggio indossare degli articoli brandizzati, sarebbe quasi strano il contrario, tanto che non considerano questo come una pubblicità da parte del brand.

Lo stesso succede, per esempio, nella serie di FIFA: questo sport game riproduce dei campi da calcio dove si svolgono partite tra squadre e giocatori esistenti nella realtà. È quindi normale e sdoganato vedere brand che circondano il campo, che cambiano in tempo reale, o altri sponsor direttamente sulle maglie dei giocatori.

Un altro famoso esempio è quello di Mario Kart 8, dove Mercedes collaborò con Nintendo inserendo nel gioco svariati modelli delle sue auto.

Infine, un esempio che ha fatto molto parlare in quanto non vi era una corrispondenza diretta tra la tipologia di gioco e il prodotto inserito, è stata l’introduzione di una famosa bibita energetica come mezzo per ricaricare l’energia del personaggio principale all’interno di Death Stranding, un action game ambientato in un mondo post-apocalittico.

Questo ci fa capire come ormai la pratica del product placement sia sdoganata, specialmente nei videogames che riproducono la realtà, e come questa non sia un elemento che interferisce con l’esperienza di gioco

Il product placement nei videogames è quindi un’area di investimento molto vasta che presenta delle possibilità di crescita esponenziali che seguono di pari passo il successo che stanno avendo i videogiochi stessi. Gli acquisti in-game, l’avvento del metaverso e della realtà aumentata non faranno altro che amplificare le possibilità per i brand in questo contesto che permetterà ai brand di creare situazioni sempre più reali e immersive, proponendo ai consumatori esperienze uniche nel proprio genere.

Grazie Beatrice! E’ stata una bella occasione per confrontarsi su qualcosa che inevitabilmente farà sempre più parte della nostra vita in futuro.

E voi? Avete già visto esempi di product placement nei videogames?

Photo Credits Epicgames.

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