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Strategie di pricing al FreelanceCamp

Strategia di pricing per freelance sull'orlo di una crisi di nervi

Il FreelanceCamp cresce ogni anno, e ogni anno è un’occasione di crescita. Condivisa e collettiva, anche se è organizzato e rivolto a persone che amano essere e lavorare in modo indipendente. Io, che sono nato freelance, mi sento a casa.

Per chi non lo conoscesse, il FreelanceCamp è tante (belle) cose: un incontro-confronto tra freelance, un momento per parlare del proprio lavoro e scoprire come migliorarlo, una fucina di ispirazioni e idee, oltre che un evento che registra sempre il tutto esaurito e che quest’anno, per la sua quinta edizione, si è addirittura sdoppiato. Al classico appuntamento al Boca Barranca di Marina Romea (RA) è stata aggiunta una data romana che si è tenuta due settimane fa, con speech interessanti e stimolanti che potete visionare qui.

Con il collega Gianluca Fiscato, abbiamo scelto di fare da sponsor a questa splendida iniziativa, scegliendo di “mettere i freelance al centro” e proponendo un argomento che credo stia molto a cuore a tutti i lavoratori indipendenti: il valore da dare al proprio lavoro.

definire le strategie di pricing partendo dal gioco

Contrariamente alle aziende, che possono sempre contare sulla scalabilità di macchinari e dipendenti, per un freelance “dare un prezzo al proprio valore” è infatti il fattore preponderante per la qualità della propria vita. Come orientarsi tra mercato, costi e ricavi, budget, preventivi e richieste di sconti? È davvero solo la seniority a definire il nostro costo, o ci sono altri fattori?

Nel preparare l’intervento con Gianluca, ho così cercato di sintetizzare e semplificare i deck Ain’t a Game, in modo che ci fosse possibile fornire ai freelance riuniti a Roma punti di vista e di partenza. Più che una formula certa da seguire, quello che volevo proporre era infatti un ragionamento da cui partire per definire le proprie strategie di pricing. Ovviamente non potevo che farlo partendo dal gioco.

Speriamo di esserci riusciti! Per chi fosse curioso, ecco il video dello speech.

Riproduci video

*Il metodo inizialmente si chiamava PEOPLE BRANDING. Dal 2020 è diventato AIN’T A GAME.

Copy Credits Marcello Vignola. Photo Credits Sara Soldano.

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