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Web Marketing per le Piccole e Medie Imprese

Data articolo: 25 Aprile, 2012
Data ultima modifica: 30 Agosto, 2023
web marketing per pmi
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Continuano gli Spritz-up, gli appuntamenti di contaminazione con i colleghi (e non solo), all’insegna della leggerezza, delle relazioni, dello scambio di idee e della tradizione veneta tra alcol e cicchetti. Oggi ero rigorosamente a Venezia con Miriam con la quale abbiamo discusso, come in altre numerose occasioni, di PMI e web marketing e del suo nuovo libro pubblicato per Hoepli. Vi lascio ai suoi consigli:

Web marketing per PMI: la giusta pratica

Le Piccole e Medie Imprese sono il cuore pulsante del tessuto imprenditoriale italiano. Sotto l’etichetta-cappello di PMI troviamo microimprese costituite da una sola persona – che fa del passaparola il suo unico veicolo di acquisizione di nuovi clienti – e società che fatturano milioni di euro e hanno budget e piani di marketing ben solidi. Per questi due estremi, e per tutte le imprese che si pongono nel mezzo di questo continuum di storie imprenditoriali ed esperienze, Internet rappresenta ancora una opportunità poco sfruttata.

La considerazione vale sia per la digitalizzazione dei processi di gestione che per le opportunità che la rete delle reti presenta per il marketing e la comunicazione. Arriveremo ad avere un piano di marketing digitale strutturato e commisurato agli obiettivi di business di ogni azienda, piccola o grande. Perché le persone passano sempre più tempo online per informarsi, confrontare, divertirsi, interagire, comprare, comunicare.

Nella pratica di tutti i giorni, soprattutto nelle PMI, spesso si parte dal fare: l’azienda apre una Pagina Facebook – perché ce l’hanno tutti – e comincia a postare contenuti: quelli disponibili. Le foto dalla fiera piuttosto che la nuova promozione. O la foto della sede e un link dal sito. Quali saranno i risultati? Nella migliore delle ipotesi avremo un certo numero di Mi piace sulla Pagina e di commenti ai post. L’impatto vero sul business dell’azienda è lasciato al caso. E’ difficilmente il caso è un buon alleato.

Fondamentale invece è partire definendo degli obiettivi, una strategia e un piano. Come in un viaggio, per andare lontano devo avere chiaro che tipo di viaggio voglio fare, devo avere una meta – certo posso vagare senza meta, ma non è consigliato per un’azienda – definire una serie di tappe, stimare un budget. Bene, un piano di social media marketing funziona allo stesso modo.

Web marketing per PMI: Da dove partire?

Dagli obiettivi di business dell’azienda. Ogni attività di marketing e comunicazione concorre a uno o più obiettivi, per esempio:

  • incrementare le vendite per un certo segmento di prodotto
  • migliorare la soddisfazione dei clienti acquisiti, attraverso un miglior servizio
  • aumentare la brand awareness in un nuovo mercato

Ognuno degli obiettivi ha un indicatore numerico a segnalarne il successo (per esempio, incremento le vendite per un certo segmento di prodotto del 15%).

Gli obiettivi di business sono il faro verso la meta che il social media marketing dovrà concorrere a far raggiungere.

Quali obiettivi avrà il social media marketing? Riprendendo uno degli esempi qui sopra, nel caso si voglia migliorare la soddisfazione dei clienti acquisiti, il social media marketing dovrà:

  • diventare un efficace canale di ascolto
  • fornire supporto tempestivo in caso di problemi tecnici con il prodotto
  • premiare i clienti storici, dando loro visibilità

Dati questi obiettivi, il passaggio successivo è la definizione della strategia. Quali linee guida “alte” guideranno le scelte? Nel caso dei clienti storici, per esempio, andrò a coinvolgerli con una serie di campagne in cui diventano produttori di contenuti, raccontando la loro esperienza d’uso del prodotto dal momento dell’acquisto in poi.

Come contiamo di operare, nel corso dell’anno (o degli anni)? E’ fondamentale avere un piano operativo – completato da un piano editoriale – in cui siano indicate date, azioni, piattaforme, risorse, fornitori, budget.

Solo ora, possiamo postare su Facebook 🙂

Applicando questo approccio ogni singolo post su Facebook (o tweet, o ogni altra azione verso l’esterno/interazione) avrà un obiettivo preciso e sarà anche possibile misurarne l’efficacia.

Web marketing per PMI: tre cose da fare subito

Ci sono delle attività che con un impatto minimo in termini di tempo dedicato e budget speso possono portare enormi benefici a tutte le imprese, e in particolare a quelle che si stanno affacciando ora alla rete. Ne ho selezionate tre, particolarmente importanti e utili, dalla mia esperienza di formatrice e consulente.

1. Ascoltare

Le persone in rete parlano, condividono esperienze di acquisto, chiedono consigli prima di comprare, confrontano brand e prodotti. Nei blog, forum, portali, social media l’azienda vive per voce dei suoi clienti e degli ambasciatori del brand. L’azienda può non ascoltare? Certo, decide di non monitorare quello che si dice ma perde la grande opportunità di conoscere l’opinione dei suoi clienti, individuare gli entusiasti e chi non è soddisfatto, risolvere sul nascere una potenziale crisi.

L’ascolto della rete implica una prima parte di monitoraggio: vanno costantemente individuati i contenuti in cui è nominato il brand, le persone chiave in azienda, i prodotti o le iniziative in cui è coinvolta. Questo processo può essere manuale – con evidenti limiti – o affidato a software più o meno potenti.

Google mette a disposizione gratuitamente Google Alert, un servizio di monitoraggio di base, gratuito, che permette di indicare le parole chiave da tenere monitorate e ricevere periodicamente nella casella di posta un’anteprima dei documenti in cui queste parole chiave compaiono. Attivare questo semplice monitoraggio per sapere che cosa si dice online dell’azienda e dei suoi prodotti richiede pochi minuti e avvia un processo di ascolto prezioso.

Per cominciare: Google Alert

2. Misurare

Quante persone vedono ogni giorno il sito e da quali Paesi del mondo navigano? Soprattutto per chi esporta, le statistiche di accesso al sito sono una fonte di dati di marketing fondamentale. Ci dicono da quali mercati ci cercano i clienti potenziali, quali prodotti visualizzano e da quali siti provengono. La quantità di informazioni che si possono ottenere da una lettura attenta delle statistiche web – tecnicamente web analytics – è enorme. Spesso la vera sfida sta nell’individuare e isolare solo gli indicatori significativi per tenere monitorato l’andamento delle attività digitali. La web analytics permette ad ogni imprenditore di sapere quante persone visitano giornalmente il sito, che azioni compiono, ma non solo: permette di valutare l’efficacia degli investimenti in marketing online e tradizionale. Il nuovo sito porta maggiori richieste di preventivo del precedente e se sì in che misura? La newsletter supporta le vendite dell’e-commerce o sono gli investimenti in keyword advertising a dare i risultati migliori (posso arrivare a comparare il rendimento di ogni euro speso nei diversi canali)? La campagna sulla stampa locale ha generato un incremento degli accessi al sito?

Attivare un software di web analytics richiede pochi passaggi per l’inserimento dei codici di tracciamento e la configurazione. Un’analisi quotidiana di pochi minuti permette di familiarizzare con lo strumento e di capirne man mano le potenzialità. Tra i software disponibili, Google Analytics è ormai uno standard, gratuito e molto potente.

Per cominciare: Google Analytics

3. Integrare sito e social media

Gli italiani su Facebook sono circa venti milioni. Sempre di più “stare online” significa interagire in un social media. Gli asset digitali aziendali devono tenere conto di questo passaggio nei comportamenti dei navigatori: non esiste più solo il sito, allarghiamo gli orizzonti e raggiugiamo gli utenti dove sono. Un primo passaggio verso questa integrazione è permettere a chi naviga sul sito di condividere i contenuti che sta visualizzando con la sua rete di relazioni sociali online.

Inserire ben visibili nelle pagine del sito web i pulsanti di condivisione su Facebook, Twitter, LinkedIn – la scelta va fatta sulla base del sito, dei suoi obiettivi, del profilo dei navigatori – è un passaggio semplice che permette di moltiplicare in modo esponenziale la diffusione dei contenuti aziendali. Ogni persona che deciderà di cliccare Mi piace e condividere su Facebook la pagina del nostro nuovo prodotto può farlo conoscere potenzialmente ai suoi 130 amici (la media di amici che ogni persona ha, secondo Facebook).

Questi sono tre azioni a basso impatto organizzativo ed economico, che aprono la via alle potenzialità di Internet per competere nel mercato globale.

Grazie Miriam! Come sempre il confronto con te porta un sacco di spunti e riflessioni e non manca mai di qualche prezioso consiglio pratico da mettere a terra da subito.

Se avete o lavorate in una PMI in ambito web marketing non mi resta che augurarvi buon lavoro, e lasciarvi con un piccolo suggerimento di lettura: il libro di Miriam!

Web marketing per PMI: un libro utile

miriam bertoli web marketing per pmiIn passato, il passaparola, la pubblicità e i volantini erano i principali strumenti di promozione. Con l’avvento del digitale, ci si è spostati online, creando siti web, profili social e strategie di promozione. Le piccole e medie aziende talvolta si sentono disorientate di fronte a questa trasformazione. Tuttavia, l’era della condivisione ha permesso a tutti di informarsi e apprendere, ma è importante orientarsi tra le informazioni, verificarle e discernere le strade da intraprendere.
Le attività di web marketing sono molteplici e complesse, e non è necessario né auspicabile per le PMI utilizzare tutti gli strumenti. È fondamentale riflettere sulle strategie e gli obiettivi prima di agire. La scelta giusta va ponderata, e avere una panoramica delle opzioni aiuta. Dopo la pianificazione, si passa all’azione.
È cruciale instaurare relazioni con i clienti, anziché concentrarsi solo sulla pubblicità. Scrivendo i contenuti del proprio sito o dei social media, è importante comunicare la passione e il valore dell’azienda. La rete offre gli strumenti per farlo.
Il libro di Miriam Bertoli offre utili informazioni su temi come siti web, promozione online e mobile marketing, ma soprattutto stimola la riflessione su come considerare criticamente l’ambiente circostante. È una lettura consigliata per imprenditori, professionisti del marketing e chiunque sia coinvolto nel mondo digitale.

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